Riportiamo di seguito l’intervento del responsabile lavoro e industria del PD territoriale Federico Mirabelli al Consiglio aperto del Comune di Collesalvetti sui problemi e le prospettive del mondo del lavoro a livello nazionale e locale. (27 aprile 2012). Prima di tutto voglio ringraziare il Sindaco e il Consiglio Comunale di Collesalvetti per avere promosso quest’appuntamento. Un evento che può aiutarci a fare avvicinare le Istituzioni, quindi la politica, al paese, alle nostre comunità che in questi mesi stanno attraversando e soffrendo la seconda recessione dal 2008. Un’occasione che può aiutarci a trovare utili convergenze per costruire una via di uscita dalla crisi. Il Consiglio Comunale, nella convocazione, ha fatto un esplicito riferimento al primo articolo della nostra Costituzione, riaffermando la centralità e il valore sociale del lavoro nella nostra società e ci invita giustamente a confrontarci sulle prospettive e i problemi del mondo del lavoro a livello nazionale e locale, dato che per esperienza le risposte alle crisi, che abbiamo conosciuto nella provincia di Livorno, richiedono il concorso di più soggetti a diversi livelli ( locale, regionale o nazionale ) oltre che un contesto economico generale più favorevole. Problematiche e crisi che difficilmente possono trovare soluzioni dentro i confini di un singolo Comune. Pensiamo alle questioni ENI, all’Automotive, alle aree industriali SIN Premesso questo e visto che dobbiamo dibattere sui temi nazionali e locali collegati al mondo del lavoro, permettetemi alcune battute sulla riforma del mercato del lavoro che a oggi è all’esame del Senato. La proposta di riforma del mercato del lavoro è una proposta articolata poiché tratta diversi aspetti del mondo del lavoro e pertanto richiede un giudizio articolato. Nella proposta di riforma del mercato del lavoro ci sono alcuni aspetti potenzialmente positivi, come le norme pensate per contrastare la precarietà attraverso l’aumento del costo del lavoro atipico e contro l’abuso di alcune tipologie di lavoro come le cosi dette false partite Iva. E’ apprezzabile il tentativo di riformare gli ammortizzatori sociali con l’obiettivo di renderli universali. Una riforma che rischia di avere degli effetti limitati perché ancora molti lavoratori resterebbero senza tutele sociali. Credo sia impensabile promuovere una riforma di tale importanza a costo zero. Ritengo una scelta errata la riduzione temporale dell’assegno di mobilità soprattutto in questa fase della crisi. Si è discusso invece molto e male sull’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. In Italia si può licenziare purché ci sia un giustificato motivo. Sull’articolo 18 il compromesso è l’unico sostenibile. In questi mesi con il dibattito sull’articolo 18 ci siamo distratti dalla vera priorità per il nostro paese: la crescita. La riforma del mercato del lavoro non genera automaticamente nuova occupazione ma può rappresentare un’infrastruttura per lo sviluppo e la crescita di un paese e per questo motivo non è più il tempo per le politiche dei due e tre tempi. È necessario invece agire contestualmente su i conti pubblici e promuovere politiche di sviluppo e industriali. Ormai dal 2001 sento parlare di declino industriale e in questi ultimi dieci anni non sono state attuate azioni efficaci a difesa di settori industriali strategici per l’economia italiana. Oggi le Istituzioni devono riappropriarsi di alcune funzioni e svolgere un ruolo preciso, senza ripercorrere vecchie politiche assistenziali, promuovendo progetti di settore, investimenti nelle infrastrutture, nella ricerca e innovazione di processo e di prodotto, nella formazione e infine promuovendo interventi sul versante del credito. La crisi ha colpito duramente il nostro paese e quindi anche la nostra provincia e in particolare l’area Livornese dei comuni di Livorno e Collesalvetti. Abbiamo conosciuto due recessioni ( secondo semestre 2008 e inizio 2009 – fine 2011 e inizio 2012 ) e la crescita zero nel biennio giugno 2009 – giugno 2011. Quest’andamento dell’economia ha determinato il prolungamento dello stato di crisi di alcune importanti aziende o settori economici ( Sacci, Giolfo e Calcagno, MTM, MAGNA ) allontanando le soluzioni positive. Stasera sul progetto De Tomaso sono state dette alcune cose e pertanto voglio ricordare alcune questioni: 1. le Istituzioni Locali hanno svolto il proprio ruolo creando, per le loro competenze, le condizioni necessarie per l’avvio del progetto De Tomaso; 2. Rossignolo in questi anni è stato l’unico che ha presentato per il nostro territorio un progetto industriale ed è stato coinvolto di tra l’altro nella reindustrializzazione dell’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese. 3. Il progetto industriale è naufragato ma per i lavoratori De Tomaso ( ex-Delphi ) dobbiamo impegnarci affinché sia trovata una soluzione concreta. Nell’estate 2008 abbiamo iniziato a difenderci dalla crisi, a difendere l’occupazione e ampi settori dell’economia locale attraverso la concertazione e l’utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali mantenendo un adeguato livello di coesione sociale. Abbiamo adottato una strategia difensiva certamente adeguata per affrontate l’apertura della crisi nel 2008, ma che oggi mostra i suoi limiti almeno per due motivi: da una parte, come anticipato, siamo in assenza di una ripresa economica e dall’altra si prevede un esaurimento degli stessi ammortizzatori sociali. La recessione in atto dal secondo semestre 2011 ci consegnerà un ulteriore e progressivo deterioramento dell’occupazione. Il danno occupazionale generato dalla crisi, nelle sue dimensioni qualitative e quantitative, può seriamente compromettere la coesione sociale. La perdita del lavoro e l’elevato tasso di mortalità delle imprese non rappresentano solamente un dato economico ma soprattutto una questione sociale e su questo terreno siamo davanti ad una emergenza che deve essere affrontata con strumenti straordinari. La crisi ci pone davanti a una duplice sfida: la prima riguarda l’aggiornamento del nostro modello di sviluppo, l’altra la ridefinizione di nuove strategie per le politiche del lavoro. Oggi siamo in tanti a parlare del futuro, ma il futuro sarà determinato dalle scelte o non scelte che saranno compiute nel presente, perché è ora e non domani, il momento di costruire le risposte alla domanda di futuro che ci viene posta dai nostri concittadini. Dunque in quest’ottica è importante la proposta avanzata dall’Amministrazione Comunale di Collesalvetti che tratta la destinazione di parte delle aree dell’Interporto ad attività a carattere industriale. Abbiamo l’opportunità di costruire un progetto industriale di valenza regionale, grazie al ruolo che può svolgere la Regione Toscana anche in materia di marketing, teso ad attrarre nuovi investimenti percorrendo la via indicata nel rapporto IRPET “ Livorno e l’economia del mare “, basandoci su questi punti: 1. sviluppare l’economia del mare, nella sua concezione più ampia, guardando alla fascia costiera della toscana e all’hinterland abbracciando la cosi detta Area Vasta; 2. sviluppare le filiere produttive attraendo investimenti produttivi sostenibili e labour intensive ( ad alta intensità di lavoro ). Sul versante delle politiche del lavoro è necessario definire un piano per l’occupazione locale. Il piano per l’occupazione locale deve consentire di ridisegnare le strategie di valorizzazione del “capitale umano” allineando le risorse su obiettivi strategici come la riduzione della dispersione scolastica, il contrasto alla precarietà e l’aumento dell’occupazione, rilanciando contestualmente una funzione pubblica dei servizi per l’impiego. Ritengo utile la promozione di una Governance delle politiche del lavoro per orientare il mercato del lavoro; dove dovranno assumere un ruolo fondamentale, gli Enti Locali operando in sinergia con altri livelli istituzionali, parti sociali e soggetti privati. In quest’ambito diviene importante rilanciare la concertazione tra le parti sociali per la pianificazione di attività per l’occupazione, contro la disoccupazione e l’esclusione sociale, riqualificando il ruolo della Commissione Provinciale Tripartita. È importante inoltre concentrare le risorse su obiettivi strategici al fine di promuovere una spesa efficiente e produttiva. È pertanto necessario favorire misure incisive sulla base delle criticità del mercato del lavoro e sulle criticità sociali. È essenziale ridefinire i servizi per l’impiego a sostegno degli obiettivi strategici individuati attraverso: il coordinamento e l’integrazione dei servizi; compresi il collocamento ordinario e obbligatorio; la crescita del ruolo dei servizi per l’impiego nell’intermediazione tra la domanda e l’offerta di lavoro costruendo delle sinergie tra i soggetti privati e nel governo della crisi. In quest’ottica diverranno strategici i servizi per l’accompagnamento al lavoro dei disoccupati e dei cassaintegrati. Infine è necessario qualificare gli interventi sull’occupabilità e quindi sulla formazione, migliorando il raccordo tra formazione e imprese, promuovendo le relazioni tra scuola e mercato del lavoro, tra formazione e politiche di riattivazione occupazionale.








