11 giugno 2017
Nogarin immobile, fa solo propaganda. L’intervista a Lorenzo Bacci

Riportiamo l’intervista a Lorenzo Bacci  pubblicata  su Il Tirreno di domenica 11 giugno.

 


Bacci (Pd): su ospedale e Aamps soprattutto chiacchiere
«Cosa ha fatto in 3 anni? Rotatorie, multe e tasse»

«Dopo che i Cinque Stelle hanno conquistato il Comune di Livorno non ho mancato di proporre al sindaco Filippo Nogarin di lavorare insieme a un piano strutturale coordinato: lui mi ha sempre risposto picche ma non mi sono rinserrato nella mia trincea a maledire i tempi. Ora però vado oltre e gli dico che è proprio bravo». Possibile che l’elogio al primo cittadino della svolta pentastellata arrivi da Lorenzo Bacci, che guida non solo il municipio di Colle ma anche il Pd territoriale? Forse è stato folgorato sulla via di Damasco? No, semplicemente prende la rincorsa per dire che il suo collega M5s «è formidabile nel costruire una narrazione che trasforma in oro zecchino mediatico il nulla che invece realizza in concreto». Poi affonda: «Già che sono così trasparenti, vorrei che mi dettagliassero le spese per la comunicazione».Propaganda per propaganda, uno a uno e palla al centro. «No, non sto solo ribattendo come farebbe qualunque esponente dell’opposizione», dice Bacci in risposta all’intervista di Nogarin al Tirreno a distanza di tre anni dall’insediamento sulla poltronissima di sindaco. Lo fa partendo dall’intervento su Aamps che Nogarin rivendica come fiore all’occhiello: «Lo so bene che già con l’amministrazione precedente erano emersi problemi e si poteva fare di più, ma – avverte – non vedo tutto questo eroismo di cui parla Nogarin. Sono riusciti a far passare l’idea che Aamps fosse una idrovora mangia-soldi parlando di debiti fuori controllo mettendo nel mucchio anche gli investimenti che dovevano dare una prospettiva all’azienda. E poi: i conti li hanno messi a posto facendoli pagare alle ditte creditrici e ai cittadini».E se il cronista gli ricorda che già sotto le precedenti giunte Pd Livorno aveva la tariffa record a livello nazionale, Bacci ribatte che «l’ultimo rincaro del 14% è firmato M5s con la furbata delle riduzioni di qualche briciola di punto quando poi si avvicineranno le elezioni». Non basta: anche la raccolta differenziata versione pentastellata «non è motivo di vanto»: sarebbe bene – aggiunge – che dicessero dove viene smaltito l’umido». Nelle parole di Nogarin al Tirreno («e nella sua azione di sindaco») a giudizio di Bacci c’è «la battaglia tutta politichese di distinguersi rispetto al resto del mondo». Poi rincara: «Non è forse così per l’ospedale? La Regione mette a disposizione i soldi e dice deciti tu dove farlo, magari dando qualche suggerimento. Risultato: l’impasse». Certo, il mondo «non è nato tre anni fa»: Bacci lo ammette. Come per dire che di qualche guaio la responsabilità va cercata all’indietro nel tempo. «Però – sottolinea – smettiamola con questo refrain contro “le colpe di quelli che c’erano prima”. Li risolviamo i problemi o vogliamo continuare con chiacchiere e distintivo?».
Se Bacci insiste su Aamps e ospedale è perché sono proprio quelli gli elementi chiave nel puzzle dei primi tre anni da sindaco che emergono nell’intervista di Nogarin al Tirreno.
Inutile dire che il contro-bilancio di questi tre anni della Livorno a Cinque Stelle è per Bacci per differente da quello messo nero su bianco dal collega di Palazzo Civico: «Cosa resterà di questi anni? Se lo chiedete ai livornesi la risposta è facile: le rotatorie, le multe a gogò, i parcheggi a pagamento, l’ospedale a pezzi e l’inceneritore in eterno nonostante le promesse in segno opposto. La rivoluzione M5s eccola qui: chiedete cosa ne pensano agli automobilisti che ogni giorno restano imbottigliati dal ponte di Santa Trinita fino al viale Italia…».
Il sindaco Pd di Collesalvetti
se la prende con il suo omologo labronico pentastellato («e non lo dico per punto preso anti-M5s, basta guardare la differenza che c’è rispetto a quel che riesce a fare a Torino la sindaca Chiara Appendino che pure è dello stesso partito di Nogarin»).
Ad esempio, nel mirino finiscono i servizi sociali: «Sul fronte dell’emergenza abitativa il centrosinistra aveva costruito una rete che mobilitava le energie della città per cercare di dare una risposta, adesso no: l’unica strategia sono le occupazioni abusive. Ma vi pare una soluzione per chi ha bisogno di un tetto?».
Bacci va all’attacco anche sul versante delle nomine: rimpiange la vecchia politica della Prima Repubblica? «Diciamo che balza agli occhi come sia uno specchietto per le allodole tutta questa storia dei curriculum all’interno dei quali selezionare le professionalità più competenti: è chiaro come si stia mettendo in campo una filiera di persone che hanno come virtù l’essere fedelissimi. Ma non è quel che volevano combattere? In realtà, stanno facendo peggio dei vecchi partiti con gli “amici degli amici”».
(Mauro Zucchelli)

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